Rete TapiNOSComune di SamugheoMURATS

Il tapinu de mortu e i luoghi che lo custodiscono

La rete

La rete TapiNOS

Il nome della rete racchiude la volontà di essere al contempo progetto unitario e diffuso, una pluralità viva di voci, luoghi e storie.

Dettaglio del medaglione centrale di un tapinu de mortu | Collezione Luigi Piloni
Dettaglio | Collezione Luigi Piloni

La rete TapiNOS è un organismo di collaborazione scientifica e culturale votata alla tutela, allo studio scientifico e alla valorizzazione coordinata degli antichi manufatti tessili di produzione regionale noti come tapinos de mortu. Attraverso un protocollo d'intesa, siglato nel giugno 2026, gli enti aderenti hanno scelto di superare la frammentazione delle singole gestioni e condividere competenze, conoscenze e strumenti, al fine di sviluppare una programmazione integrata di attività, servizi e interventi, capace di riunire lo straordinario patrimonio materiale e immateriale di cui sono custodi, in un unico percorso culturale.

 

La rete riunisce le istituzioni museali che custodiscono i tapinos presenti in Sardegna, insieme  con il Comune di Orgosolo, storicamente riconosciuto quale luogo di produzione dei manufatti.

 

Gli esemplari facenti parte di collezioni pubbliche sarde sono 10:

  • 5 si trovano presso il Museo Unico Regionale dell'Arte Tessile Sarda MURATS di Samugheo (OR)
  • 2 sono conservati presso l'Istituto Superiore Regionale Etnografico ISRE di Nuoro
  • 2 rientrano nella Collezione "Luigi Piloni" dell'Università degli Studi di Cagliari
  • 1 è di competenza del Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico "Giovanni Antonio Sanna" di Sassari.

 

ll nome TapiNOS racchiude e sintetizza l'architettura concettuale dell'intero progetto museale e territoriale, in quanto pone al centro della riflessione scientifica e curatoriale della rete, una visione collettiva e coordinata, finalizzata alla tutela e valorizzazione del patrimonio condiviso. L'articolazione del termine, che muove dal plurale di tapinu - pone in evidenza la particella "NOS", espressione che in lingua sarda indica il "noi": un’esplicita dichiarazione d'intenti che sposta baricentro e prospettiva del progetto, dal singolo manufatto alla complessa trama di relazioni umane, istituzionali e disciplinari che lo sostengono.

TapiNOS supera la dimensione materiale del corpus tessile e trasforma l'azione di studio e conservazione in un percorso corale che unisce enti locali, istituzioni accademiche, studiosi e comunità residenti. Questa visione integrata traduce le singole realtà in una pluralità di spazi fisici, contesti territoriali, paesaggi antropologici e della memoria fondati sul dialogo.

All'interno di questo orizzonte metodologico, la memoria storica e materiale cessa di essere una mera fossilizzazione del passato per configurarsi come materia viva e dinamica, aperta a reinterpretazioni scientifiche e sociali.

Attraverso la mediazione della rete, il tapinu de mortu si affranca dalla condizione di manufatto tessile per diventare organismo in divenire, da cui si dipanano le storie, i saperi tecnici, le gestualità e le antiche pratiche rituali che ne hanno scandito l'esistenza nel tempo.