L'Istituto Superiore Regionale Etnografico – ISRE, istituito con Legge Regionale n. 26 del 5 luglio 1972, è un ente della Regione Autonoma della Sardegna che opera per lo studio, la documentazione, la valorizzazione e la promozione del patrimonio etnografico materiale e immateriale dell'Isola.
L'attività dell'Istituto comprende la ricerca e la documentazione etnografica, la produzione editoriale e audiovisiva, l'organizzazione di mostre, convegni e iniziative culturali, nonché la gestione e la cura di un articolato patrimonio museale.
Fanno capo all'ISRE:
- il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde (Nuoro),
- la Casa Museo Grazia Deledda (Nuoro),
- il Museo della Ceramica (Nuoro),
- il Museo Etnografico Regionale Collezione Luigi Cocco (Cagliari).
Il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde
Il Museo del Costume, inaugurato nel 1976 con il nome di Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, è il maggiore Museo Etnografico della Sardegna, incluso nelle più importanti guide turistiche nazionali e internazionali e presente in tutti gli itinerari culturali dell'area nuorese e della Barbagia.
Riaperto al pubblico nel dicembre 2015, il museo è il frutto di un profondo intervento di ampliamento e riqualificazione che ha intrecciato la ristrutturazione degli spazi con il rinnovo degli allestimenti e la revisione scientifica dei contenuti, allineati ai più recenti orientamenti della museologia e della museografia demoetnoantropologica. Le ambientazioni e gli oltre 5.000 oggetti esposti offrono una rappresentazione generale della vita tradizionale dell’isola, dal lavoro alla festa, attraverso la testimonianza dei modi dell’abitare e del vestire, dell’alimentazione, della religiosità e dell’immaginario popolare.
Gli esemplari conservati
Tra i manufatti tessili dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico facenti parte della collezione permanente del Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro rientrano due esemplari di tapinu de mortu, che si differenziano l'uno dall'altro per materiali, cromie e repertorio decorativo.
Il tapinu 'Aste Maccioni', acquistato nel 1980 dall’insegnante nuorese Grazietta Aste Maccioni, è un manufatto di particolare ricchezza figurativa e cromatica, caratterizzato da campi concentrici e motivi geometrici. Nel riquadro centrale compaiono due figure antropomorfe femminili, interpretate come danzatrici impegnate nel tradizionale 'ballu tundu' e rappresentate con notevole attenzione ai dettagli. L’ordito è in lana sarda, mentre l’azzurro delle figure è cotone, probabilmente d’importazione. La tecnica dell’incastro(interlocking), utilizzata per definire le figure, testimonia una notevole padronanza della tessitura. La decorazione comprende inoltre motivi zoomorfi e geometrici riconducibili a una più ampia circolazione mediterranea.
Il tapinu 'Marchi', proveniente dalla raccolta di Raffaello Marchi e acquisito nel 1991, è caratterizzato dai colori naturali dei velli ovini, dal rosso e dal giallo-senape. La composizione è interamente geometrica: dieci riquadri alternati sono scanditi da fasce orizzontali con motivi a diagonale, freccia e onda, mentre le bordure presentano la caratteristica greca a uncini.















