Il Museo Unico Regionale dell'Arte Tessile Sarda MURATS è un'istituzione culturale permanente di natura demo-etnoantropologica, nata nel 2002 per volontà dell'Amministrazione Comunale di Samugheo e dedicata alla salvaguardia, allo studio e alla valorizzazione dell'arte tessile regionale in ogni sua declinazione, dalle testimonianze materiali e immateriali del passato alle sperimentazioni del design contemporaneo.
La nascita del MURATS è strettamente legata alla storia e all'identità di Samugheo, centro del Mandrolisai in cui l'arte del telaio non è solo eredità storica ma componente fondamentale della vita economica, sociale e culturale della comunità.
La struttura museale, articolata su due livelli, comprende sale espositive, biblioteca e aree didattiche, sala convegni e bookshop. All'esterno, un'area piantumata con essenze della macchia mediterranea accoglie la Pietra Sonora di Pinuccio Sciola, dono dall'artista al museo.
Dal 2022 il MURATS costituisce un'articolazione organizzativa del Sistema Museale Allai–Samugheo, insieme al Civico Museo CiMA, sotto la gestione di Orientare S.r.l.
Gli esemplari conservati
Tra i manufatti più ammirati delle collezioni, che comprendono opere tessili afferenti a un arco cronologico che va dalla fine del 1700 ai giorni nostri, figurano cinque esemplari di tapinos de mortu provenienti da Orgosolo, acquistati nel 2003 da una famiglia di Nuoro.
I tapinos del MURATS testimoniano una pregevole prassi esecutiva di impronta arcaica: tessitura piana realizzata al telaio verticale, trama e ordito in lana e inserti in cotone. La sintassi cromatica, caratterizzata dall'impiego di coloranti naturali di origine vegetale ricavati da piante locali, è dominata dai toni caldi del bruno e dell'ocra-senape, sui quali si innestano cornici nere, accenti bianchi e dettagli in cotone color indaco.
L'impianto ornamentale, con senso di lettura unidirezionale longitudinale, è organizzato secondo una rigorosa struttura geometrica nella quale trovano spazio rombi uncinati, sequenze antropomorfe ed elementi zoomorfi stilizzati. La composizione è dominata da un campo centrale con motivi a zig-zag e chevron, delimitato da cornici multiple. Il ritmo serrato del pattern è talvolta interrotto dall'inserimento di elementi geometrici ad andamento verticale o circoscritti entro cornici strutturate.
Nel 2026 i cinque esemplari sono stati sottoposti a un intervento professionale di pulizia e restauro, che ha consentito di valutarne lo stato di conservazione e di stabilizzare le parti maggiormente interessate dal degrado e dall'usura del tempo.




















