Pur presentando interessanti parallellismi di carattere tecnico, iconografico e cromatico con i kilìm caucasici e anatolici, i tapinos de mortu - al singolare tapinu de mortu - sono peculiari manufatti tessili realizzati al telaio verticale nel cuore montano della Sardegna, a Orgosolo (NU), tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo e, come attestato da diverse testimonianze locali, impiegati fino ai primi anni Cinquanta del Novecento per accogliere la salma durante la veglia funebre.
Gli esemplari noti presentano evidenti affinità formali e decorative: andamento rettangolare con maggior sviluppo della lunghezza rispetto alla larghezza, tessitura piana con fitta trama a vista e stacchi (o fessure) lungo le linee di frattura, filati di lana locale tinti con pigmenti di origine naturale, integrazioni di cotone color indaco. Gli apparati decorativi prettamente geometrici, sono arricchiti da figure antropomorfe e/o zoomorfe stilizzate e, talvolta, da segni grafici. Tali caratteristiche accomunano i tapinos di Orgosolo ad alcune coperte, verosimilmente coeve, realizzate nei vicini paesi di Mamoiada e Oliena.
Al di là delle marcate peculiarità materiche e formali i tapinos de mortu si configurano come testimoni tangibili di una complessa ritualità familiare e comunitaria, parte dello straordinario patrimonio immateriale della cultura regionale sarda.
- Provenienza
- Orgosolo (NU), Barbagia
- Datazione
- XVIII – prima metà XX secolo
- Uso
- Rituale funebre: veglia e ultimo saluto











